Azioni da Comprare: Quali Titoli Acquistare nel 2019 e Come Farlo nel Modo Giusto

Quali sono le azioni da comprare oggi? Individuare i titoli migliori nel contesto attuale caratterizzato da molte variabili, non è affatto semplice. Dalla crisi del 2008 i mercati azionari sono cresciuti con relativa costanza, fino al 2018 quando c’è stata una preoccupante flessione nella seconda parte dell’anno – più il ciclo economico avanza più è lecito aspettarsi l’arrivo di maggiore volatilità.

Uno scenario incerto richiede più cautele del solito, per quanto riguarda i propri investimenti, ciò non vuol dire che mancano le opportunità di fare buoni affari. In questo articolo vedremo come scegliere le azioni migliori e quali sono le aziende su cui investire nella seconda parte del 2019, in base a quello che dicono analisti ed esperti.

Ci occuperemo anche di analizzare i limiti ed errori tipici degli investitori retail e come fare per superarli con le giuste strategie e gli strumenti finanziari indicati. Buona lettura.

Come si riconoscono le azioni migliori?

Googlare sul motore di ricerca la domanda: “Quali azioni è meglio comprare?”, e prendere per buono quello che si trova scritto su un sito qualunque, non è una valida strategia. Prima di scegliere quali titoli di Borsa acquistare bisogna fare un’attenta analisi.

Ma come si fa a riconoscere se le azioni di un’azienda sono promettenti oppure no? Chiaramente i fattori da valutare e le considerazioni da fare sono molteplici e hanno a che fare con la risposta a questi punti:

  • Quali sono i profitti e il livello di indebitamento dell’azienda?
  • Qual è il suo business model? Come fa profitti, quali sono i punti di forza che la rendono competitiva? C’è coerenza tra la sua mission e vision e i risultati raggiunti?
  • Il settore in cui opera l’azienda è in crescita, in declino o in ripresa? Come si pone essa rispetto ai cambiamenti del mercato? Sicuramente un’azienda che sa essere innovativa ha più probabilità di sopravvivere
  • Il contesto generale, non solo economico, ma anche politico, sociale e tecnologico non deve essere avverso
  • L’equilibrio e la solidità patrimoniale interne all’impresa sono verificabili, nonché il suo posizionamento rispetto al mercato e ai competitor

Per approfondire quest’ultimo punto… possiamo dire che la produttività e solidità di un’azienda dimostrano un buon posizionamento di mercato. Un dato importantissimo da tenere conto è la qualità ed efficacia del management aziendale: deve dimostrare di adottare politiche di buonsenso e di avere una visione lungimirante, proiettata sul lungo termine.

Le risorse sono investite in modo coerente? Le entrate sono maggiori delle uscite? L’azienda produce profitto sufficiente per mantenere e far crescere il business?

Valutare il valore di un’azione

Dopodiché bisogna capire qual è il reale valore di un’azione rispetto al suo prezzo, e qual è il momento giusto per acquistare, se il titolo è sottostimato oppure sovrastimato. A questo punto sono molto importanti gli indicatori tecnici e il loro confronto:

  • Il ROE (return on equity), indica la redditività di un’azienda e quindi serve a valutare la profittabilità dell’investimento;
  • Il ROA (return on assets) misura la redditività delle attività svolte dall’azienda in base a ciò che possiede;
  • Il P/E (price/earnings) è il rapporto tra il prezzo corrente dell’azione e l’utile atteso;
  • Il P/BV (price to book ratio), confrontare la valutazione patrimoniale fatta dal mercato con quella espressa dal bilancio della società, ossia serve a capire se e quanto un’azienda è sottovalutata o sopravvalutata in Borsa.

Sintetizzando, l’azione interessante da acquistare è quella che, sottoposta a questa analisi, ne esce con ottime valutazioni. Non è un lavoro semplice il processo di selezione dei titoli, soprattutto perché nella posizione in cui ti trovi sei svantaggiato.

Il gap rappresentato dal parco buoi

Esiste un importante dislivello tra quello che possono fare gli operatori finanziari e gli investitori professionali e quello che invece è alla portata degli investitori privati nel “parco buoi”.

Questa espressione figurata viene usata in termini dispregiativi per descrivere la categoria di piccoli e medi risparmiatori che, improvvisatisi investitori, tentano di destreggiarsi sui mercati finanziari, alle volte senza disporre della necessaria preparazione e facendo un po’ la fine di chi ragiona non con la sua testa ma seguendo la massa.

Indipendentemente dal personale livello di preparazione, tutti facciamo parte del “parco buoi” in quanto siamo investitori retail, e questa condizione è limitante sotto vari aspetti:

  • Esiste un divario considerevole tra la mole di informazioni a cui hanno accesso gli investitori istituzionali e quella che è invece disponibile al parco buoi;
  • Le commissioni di negoziazione sono una barriera – per acquistare direttamente le azioni senza passare per strumenti derivati ci vogliono capitali molto alti;
  • Anche con buoni capitali a disposizione un privato non può arrivare a detenere una rappresentanza davvero rilevante nell’assemblea degli azionisti.

Come uscire dal parco buoi

Fare un salto di qualità rispetto al parco buoi è possibile, cominciando dall’abbandonare le azioni avventate e i guadagni immediati e imparando a curare la propria asset allocation, cioè imparando come ripartire le proprie disponibilità tra vari strumenti finanziari, invece di comprare due o tre azioni dall’andamento entusiasmante e sprecando una gran parte del proprio capitale.

Investire solo su pochi titoli è un grosso errore, bisogna studiare il modo di diversificare il rischio e ridurre al minimo i costi di negoziazione. Non esiste l’asset allocation universale, ogni persona deve trovare la propria combinazione ideale a partire dalla situazione personale, dalle risorse e conoscenze a disposizione e dalla propria propensione al rischio.

Una strategia valida è quella adottata dai “cassettisti”, che a differenza degli speculatori in borsa comprano dei titoli solidi e li mantengono per diversi anni in portafoglio, facendo pochissime operazioni e dunque senza dare in pasto il proprio capitale alle commissioni dei broker.

Un altro vantaggio del cassettista è che il suo modo di investire lo obbliga ad agire con pianificazione e intelligenza, distinguendosi dalla mandria di buoi in cerca di guadagni immediati. Anche se il panorama futuro è incerto, la strategia del cassettista tende, alla lunga, a dare i suoi frutti.

Oltre alla strategia, esistono strumenti molto validi per diversificare il portafoglio, parliamo degli ETF azioniari: gli Exchange-Traded Funds sono fondi che replicano passivamente un benchmark e a differenza di un investimento azionario puro permettono una migliore diversificazione con costi contenuti.

Il vantaggio è che scegliendo un ETF si acquista un paniere che contiene più titoli di interesse senza dover comprare singolarmente e quindi risparmiando tempo e soldi.

Azioni da comprare: le ingenuità da evitare

Oltre alle buone pratiche da adottare sui mercati finanziari, ci sono anche tanti errori che sarebbe meglio evitare, a cominciare dal seguire le “liste di azioni da comprare” che si trovano su Internet.

Fra poco troverai anche qui una carrellata di aziende su cui investire, ma si tratta solo di spunti da cui cominciare a cercare, queste liste non vanno prese alla lettera, nessuno che abbia un po’ di buon senso compra azioni affidandosi alla rete senza porsi delle domande e fare una vera analisi.

Un altro errore di cui abbiamo ampiamente parlato è l’assenza di “diversificazione” – comprare 2 o 3 titoli azionari e investire una buona percentuale dei proprio soldi su essi è il miglior modo per esporsi a rischi inutili. Quando bisogna diversificare, bisogna farlo bene e in maniera strategica.    

Spesso gli sprovveduti commettono la sciocchezza di puntare solo ai titoli più gettonati: Amazon, Facebook, Netflix ecc. fanno rumore perché appartengono a un settore in forte crescita ma non è solo un vantaggio: le azioni di un’azienda per cui c’è un’eccessiva domanda sono sovraprezzate e non sempre ciò rispecchia il valore che avranno effettivamente fra qualche tempo.

9 Migliori azioni americane da comprare nel 2019

Dopo aver fatto questa lunga introduzione passiamo a visionare alcune idee di azioni da comprare e di aziende su cui ha senso investire in base alle valutazioni degli esperti.

InvestorPlace aggiorna da qualche tempo una lista di titoli che promettono di rendere per tutta la prossima decade, si tratta di 9 aziende dello S&P 500 da comprare e tenere in portafoglio…

Amazon

Le azioni Amazon sono proprio quelle più blasonate ma per una buona ragione, gli analisti prevedono un incremento dei profitti di oltre il 20% nei prossimi 12 mesi collocando Amazon tra i titoli in crescita nel 2019.

Apple

Altro colosso che ultimamente è un po’ uscito dai riflettori ma che continuerà a soddisfare consumatori e investitori nel futuro. Apple è sempre arrivata prima nell’offerta di prodotti tecnologici, non c’è motivo per pensare che non continuerà a fare lo stesso anche nei prossimi anni.

Berkshire Hathaway

In assoluto una delle più grandi holding del mondo; il suo amministratore delegato nonché presidente, Warren Buffett è il terzo uomo più ricco del pianeta, secondo Forbes.

Il dubbio è se questa fortuna sopravvivrà alla sua morte (Buffet va per i 90), ma diversi analisti sostengono che il suo “metodo” di valutazione degli affari sarà tramandato e azienda ed azionisti continueranno a beneficiarne.

Ulta Beauty

La fonte, pur specificando che il settore delle vendite al dettaglio in America è in crisi, considera l’azienda Ulta Beauty (Illinois) come una valida promessa per il fatto che il suo modello di business offre un’esperienza di acquisto unica in un mercato di bellezza in cui nessuna impresa controlla una fetta consistente di quota di mercato

on la crescita della fiducia dei consumatori, Ulta ha buone probabilità nel prossimo decennio di superare la fase di transizione che sta caratterizzando il mondo del commercio.

 

Sherwin-Williams

L’azienda si occupa di produrre, distribuire e vendere pitture e vernici per industrie, professionisti, commercianti e negozi, principalmente in Nord e Sud America e Europa.

Il rendimento degli ultimi dieci anni è stato superiore al 560%, significativamente maggiore rispetto al rialzo del 190% dell’indice S&P 500 nello stesso periodo.

Kraft Heinz

Kraft Heinz Company, nata dalla fusione tra Kraft Foods Group e Heinz, è la quinta più grande azienda di alimenti e bevande al mondo.

La multinazionale gestisce oltre 25 marchi tra cui Kraft, Heinz, Planters, Grey Poupon, Oscar Mayer ed è conosciuta in Italia per i marchi Plasmon, Planters, Biaglut, Aproten, Cuore di Natura, Dieterba e Nipiol. Anche se in questo 2019 sta registrando bilanci negativi.

Five Below

Nota catena di discount di abbigliamento per adolescenti con prodotti low cost. Five Below ha un piano per aumentare i ricavi e gli utili del 28% ogni anno per i prossimi cinque anni.

Nel 2019, i ricavi e gli utili dovrebbero aumentare rispettivamente del 22% e del 48,6% rispetto all’anno procedente, inoltre è prevista l’apertura di nuovi negozi nel futuro, raggiungendo i 2.000 punti vendita.

Cracker Barrel

Nota catena di ristoranti e negozi in stile “old country”, è un modello di business redditizio e, secondo gli analisti, dovrebbe proseguire con la sua crescita.

Il suo ritorno sul capitale investito nel 2006 è stato dell’8%; oggi è il 27%, ben al di sopra della media del settore ristorante del 13%.

ResMed

ResMed produce attrezzature mediche per il trattamento e la gestione dell’apnea notturna e disturbi simili. Trattando 2 milioni di pazienti ogni giorno, ResMed si è specializzata nel ridurre i costi sanitari e nel minimizzare gli effetti delle malattie croniche.

Negli ultimi dieci anni, ha regalato agli azionisti un rendimento annuo del 16,98%, molto superiore alla media dell’indice S&P 500.

Migliori aziende europee su cui investire

Passiamo invece al panorama europeo attingendo alle analisi fatte dal sito Guru Focus rispetto all’andamento, negli ultimi 10 anni, delle aziende più valide su cui investire…

Bolloré

Holding francese nel settore trasporti, con le mani in pasta anche nei settori logistica, energetico, comunicazioni, agricolo e altri.

Impiega 28.000 persone in tutto il mondo e ha registrato una crescita media annua degli utili del 12,60% negli ultimi 10 anni.

Nestlé

Nestlé è il più grande produttore di alimenti e bevande al mondo ed è un’azienda amata dagli investitori di lungo periodo. Il rendimento finale del 2018 è stato del 2,52%.

Richemont

Il settore del lusso resta uno di quelli più solidi in cui conviene investire, soprattutto nel lungo periodo. La nota holding di articoli di orologeria e gioielleria di lusso con sede a Ginevra, Richemont, ha reso nel 2018 il 2,48% ed ha distribuito utili mediamente con un 3,20% annuo nell’ultimo decennio.

Hoffmann-La Roche SA

Multinazionale svizzera che opera a livello mondiale con due divisioni: farmaceutica e diagnostica ed ha staccato un dividendo pari al 3,25% lo scorso anno con una crescita media annua sul decennio dell’1,10%.

Novartis

Novartis è un’azienda multinazionale svizzera che opera nel settore farmaceutico. È la seconda multinazionale farmaceutica al mondo per fatturato, ventesima nella classifica delle più grandi multinazionali al mondo.

Novartis ha visto una crescita degli utili del 3,90% negli ultimi 10 anni con un dividendo finale del 3,66% negli ultimi dodici mesi.

Conclusioni

Abbiamo visto una lista di aziende promettenti per investire in azioni nel 2019 e per la prossima decade… concludiamo così l’articolo, ricordandoci delle accortezze da adottare per la scelta e l’acquisto dei titoli e anche per condurre un buon investimento.

Chiaramente tutte le informazioni presenti in questo breve approfondimento vanno prese con le pinze, verifica e contestualizza. Comprare azioni non è un’attività semplice, pertanto bisogna prenderla sul serio, non basta fare un po’ di ricerca sul web.

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